giovedì 27 novembre 2008

..A volte ritornano..

E' da un sacco di tempo che non aggiorno il blog; credo che stasera sia il momento giusto.
In realtà ho poco tempo libero da dedicare al blog, preferisco spesso fare altro, e poi le giornate hanno preso una sorta di routine per cui non c'è niente di particolarmente interessante da raccontare.
L'inverno è arrivato repentinamente anche qua a Kyoto. Siamo passati da maglia a maniche corte a giacca pesante e berretto nel giro di 2 settimane o poco più. Praticamente ci si ricorda che è autunno solamente per via di questa mania che i Giapponesi hanno di contemplare le foglie che muoiono. Si chiama momiji 紅葉, e non significa altro che "foglie rosse". Kyoto non aspetta altro che orde di turisti la invadano proprio in questo periodo dell'anno, e si fa bella come può, dando risalto ai suoi fantastici giardini. Alcuni (Diego) pensano che in effetti sia esagerato questo continuo parlare di foglie che cadono, di bellezza dei colori delle foglie ecc..Io invece sto a metà strada. Voglio dire: piacciono moltissimo anche a me gli alberi in veste autunnale; i colori di questa stagione sono meravigliosi ed è un piacere per gli occhi vedere gli accostamenti che la natura ti offre. In più, come dicevo prima, i giardini giapponesi sono davvero belli in questo periodo dell'anno, e molti di loro sono proprio stati appositamente disegnati per esserlo! I Giapponesi sono infatti bravissimi a far sembrare reale quello che in realtà non lo è, e molti giardini sono stati creati con particolari accostamenti di alberi, che con il momiji porteranno ad accostamenti di diversi colori.
Però non posso credere che per almeno due mesi all'anno qui in Giappone non si parli d'altro!!!
Il Tg trasmette ogni giorno le previsioni del momiji. Vengono indicati quindi i luoghi in cui andare a vedere il momiji più bello. Certo, le foglie non si colorano tutte insieme!!! Questa settimana al Kiyomizudera, la prossima al Kinkakuji, la prossima ancora..
Credo che sarà così anche ad aprile, con la fioritura dei ciliegi. Staremo a vedere...
Nel frattempo, si è dato via al 133esimo Festival per celebrare la fondazione della Doshisha, la mia Università.
Per ora non ho visto moltissimo. Ci siamo andati mercoledì sera, l'unico momento in cui non ha piovuto in realtà. Sembrava organizzato molto bene, con due palchi per concerti e la via principale del campus piena zeppa di bancarelle.

Questo è l'alberone addobbato in stile natalizio.
Le bancarelle invece sono gestite da studenti, che cucinano e RUMOROSAMENTE cercano di vendere il loro cibo.
Dico rumorosamente perché dall'entrata del campus fino primo palco avrò sentito almeno 1294368234099829349689532885896234593279 di volte "..いかがですか?" (ikaga desu ka) che starebbe a significare "cosa ne dici di mangiare questo?". E prima di queste paroline ci mettevano yakitori, tamagoyaki, yakisoba, nabe qualcosa, wurstel, insomma..un sacco di schifezze miste a roba davvero buona. Ma la cosa veramente snervante è che lo facevano con la tipica voce dei venditori giapponesi (soprattutto di sesso femminile devo dire..) che è un misto tra un acuto dei Cugini di Campagna e il suono più smielato che abbiate sentito.
Alla fine poi a qualche tentazione abbiamo ceduto e ci siamo mangiati un paio di yakisoba e un taiyaki, una sorta di crepe a forma di pesce con all'interno delle crema.
Abbiamo fatto la conoscenza di un maledetto milanista giapponese e la serata si è conclusa.
Valutazione positiva insomma..
Ah..c'era anche lui..


I'm Adolfo Pirelli, the King of Barbers, the Barber of Kings!

martedì 11 novembre 2008

..2 mesi..

Sono in Giappone ormai da due mesi..e credo di aver perso la cognizione del tempo. Ogni tanto penso di essere qui da un'eternità, altre volte invece mi sembra di essere appena arrivato.
Le giornate scorrono velocemente anche perchè la mattina è completamente impegnata dalle lezioni, e il pomeriggio spesso da una grande mole di studio. In effetti è abitudine della Doshisha farci fare quasi un test ogni due giorni..non test difficilissimi..ma che richiedono comunque uno studio giornaliero e costante.
Per quanto riguarda il mio giapponese..è molto meglio di quanto pensassi. Qui, forse inconsciamente, sto accumulando una grande quantità di vocaboli nuovi e di kanji (caratteri cinesi) che mi sono utili nei discorsi di tutti i giorni, e non solo. Quando nel mezzo del discorso riesco a cogliere un'informazione o una sfumatura della lingua che prima di venire qui non sarei stato in grado di cogliere, beh, non nego di provare una certa soddisfazione. Ma la strada è ancora lunga, moooooolto lunga.
Domenica è stata una giornata bellissima.
La famiglia giapponese che mi aveva ospitato durante il mio primo soggiorno in Giappone ormai due anni fa è venuta a Kyoto e così abbiamo colto l'occasione per incontrarci e scambiare due chiacchiere.
Non siamo stati a Kyoto però, siamo andati a Nara, capitale del Giappone prima che lo fosse Kyoto, e che è considerata una vera e propria perla. Molti dei siti di Nara sono considerati patrimonio UNESCO, otto per l'esattezza. In realtà questa era un'occasione per rincontrare i miei "genitori" Giapponesi, e quindi non ho visto un granchè di Nara, per questo ho deciso che ci tornerò sicuramente al più presto (è a 40 minuti da Kyoto, quindi è anche molto comodo arrivarci).
La mattina di domenica siamo andati in un piccolissimo tempio buddista in cui la mia お母さん (mamma) aveva delle faccende da sbrigare. Siamo arrivati nel bel mezzo del periodo di preghiera, infatti nel tempietto, che assomigliava in tutto e per tutto in un piccolo albergo per la vita che si svolgeva all'interno, ci attendevano dei parenti della mia famigliola che non avevo mai visto. Ci hanno subito fatto sentire a nostro agio, anche se li per li mi ero spaventato dall'inchino mostruoso che una delle figlie ci aveva rivolto. Si è accasciata a terra e ci ha salutati nella maniera più rispettosa possibibile per un Giapponese, ma per un occidentale vi assicuro che può creare un certo imbarazzo. Cosa faccio..mi butto per terra anch'io? Faccio un semplice inchino? Insomma..dopo quei momenti di panico le cose sono migliorate alla grande. Soprattutto dopo che la ragazza dell'inchino ci ha presentato i suoi figli. Due piccoli marmocchietti, un bimbo e una bimba che durante la giornata ne hanno combinate di tutti i colori, con Diego ed io che a volte non riuscivamo proprio a trattenerci dalle risate.
Nel piccolo tempio ho anche provato per la prima volta il kotatsu inventato sicuramente da qualche kamisama (Dio scintoista) misericordioso. Questa superba invenzione non è altro che un tavolo basso dal quale pende una coperta. La coperta circonda completamente il tavolo, che all'interno ha un una lampada che produce calore!!!! In pratica si ficcano i piedi sotto il tavolo e ci si copre con la coperta, ideale nelle giornate fredde come domenica. Un vero e proprio capolavoro giapponese, peccato che nella mia stanzetta non ci sia posto per un macchinario del genere.
La mattinata l'abbiamo passata quindi a parlare con queste persone, tutte estremamente gentili e disponibili. Abbiamo mangiato proprio li nel tempio (per questo dicevo..simile ad un albergo! Figuratevi se in Italia vi offrissero della pasta in chiesa!) e poi dopo una breve spiegazione su una persona che avremmo dovuto incontrare (non completamente recepita per altro) ci hanno scarrozzati allo Yakushiji, un tempio molto famoso di Nara che contiene alcune importanti reliquie. Qui ci attendeva quella che noi pensavamo fosse una semplice guida, e che invece era, a quanto pare, uno dei pezzi grossi del buddismo in Giappone (la spiegazione che non avevamo capito prima ci era più chiara in quel momento). Praticamente per 4 ore siamo stati al freddo e al gelo in questo tempio molto grande ad ascoltare le spiegazioni del pezzo grosso. La cosa sorprendente è che molte delle cose che ha spiegato, sebbene utilizzasse termini tecnici del buddismo, le ho anche capite!!! Certo, non tutto, ma abbastanza.
Quando è finita la gita al tempio siamo risaliti sul treno diretti verso Kyoto. A quel punto siamo stati invitati dai miei "genitori" a mangiare in un ristorante super esclusivo, in cui il piatto forte era lo しゃぶしゃぶ shabu shabu. In una pentola con del brodo in mezzo al tavolo vengono inserite verdure, funghi, tofu e soprattutto carne, che poi verranno gustate con delle salse apposite. Ognuno deve prendere con le proprie bacchette la carne all'interno della pentola e agitarla per facilitarne la cottura. Da questo deriva il nome onomatopeico shabu shabu.
Il locale era a dir poco fantastico: all'undicesimo piano della futuristica stazione di Kyoto, si poteva ammirare il paesaggio notturno creato dalle luci della città, e tra queste quelle della Torre di Kyoto aveva sicuramente un posto speciale.
Beh..alla fine anche il conto è stato piuttosto speciale, ma eravamo stati gentilmente invitati, e quindi ci è stato tutto offerto. Che dire..GRAZIE!
ごちそうさまでした

martedì 4 novembre 2008

..Di tutto un pò..

ひさしぶり!!!

Visto che mi sto preparando il sugo per la pasta e mi avanzano dei minuti..ho finalmente deciso di aggiornare il blog. In effetti l'ultimo post era piuttosto lugubre e quindi è meglio aggiornare e dimenticare.
In questi ultimi giorni non sono successe molte cose..la vita procede come al solito tra casa e scuola.
L'ultima novità è che abbiamo avuto una visita da parte della mamma di Diego, che è venuta qui dalla Cina per qualche giorno. Devo ringraziarla tantissimo perchè mi ha portato un pò di sapori dell'Italia tra cui nutella, salame e parmigiano! Dell'Italia si può dire tutto quello che si vuole in negativo, ma per quanto riguarda il cibo..credo che sia praticamente inattaccabile.
Come avevo già accennato, ormai il cibo della mensa sta cominciando a diventare troppo ripetitivo, ed ogni giorno devo fare sforzi enormi per decidere cosa mangiare. Sforzi vani..perchè mi riduco a mangiare quasi sempre le stesse cose. Un amico conoscitore del Giappone mi aveva messo in guardia sul fatto che presto i ramen sarebbero entrati nella mia top list dei cibi giapponesi..e devo dire che la predizione si è avverata. A mia discolpa devo dire che i tenpura udon della mensa non sono il massimo, e quindi a quelli preferisco di gran lunga i ramen..
Piccolo momento pubblicitario..
Settimana prossima una delle nostre professoresse verrà ad Assisi e insieme alla sua organizzazione presenterà una serie di eventi sulla cultura giapponese. La manifestazione sembra molto interessante: verranno presentate alcune rappresentazioni di teatro No e l'ultimo giorno, sabato 15 verrà anche messa in scena una piece teatrale a cui anche Diego ed io abbiamo partecipato traducendo il testo dal giapponese.
Posto anche il link dell'Associazione, nel caso qualcuno fosse interessato:
http://www.nausica.org/Assisi-Bunkasai-Nausica-Opera.htm
Se qualcuno di voi dovesse andarci..nessun commento sulla traduzione è gradito!!!eheh
In ogni caso..sono stati i primi soldini che ho guadagnato grazie al giapponese..fantastico!
Beh..cos'altro dire..la pasta è cotta quindi..
出来上がり。またね!