In realtà ho poco tempo libero da dedicare al blog, preferisco spesso fare altro, e poi le giornate hanno preso una sorta di routine per cui non c'è niente di particolarmente interessante da raccontare.
L'inverno è arrivato repentinamente anche qua a Kyoto. Siamo passati da maglia a maniche corte a giacca pesante e berretto nel giro di 2 settimane o poco più. Praticamente ci si ricorda che è autunno solamente per via di questa mania che i Giapponesi hanno di contemplare le foglie che muoiono. Si chiama momiji 紅葉, e non significa altro che "foglie rosse". Kyoto non aspetta altro che orde di turisti la invadano proprio in questo periodo dell'anno, e si fa bella come può, dando risalto ai suoi fantastici giardini. Alcuni (Diego) pensano che in effetti sia esagerato questo continuo parlare di foglie che cadono, di bellezza dei colori delle foglie ecc..Io invece sto a metà strada. Voglio dire: piacciono moltissimo anche a me gli alberi in veste autunnale; i colori di questa stagione sono meravigliosi ed è un piacere per gli occhi vedere gli accostamenti che la natura ti offre. In più, come dicevo prima, i giardini giapponesi sono davvero belli in questo periodo dell'anno, e molti di loro sono proprio stati appositamente disegnati per esserlo! I Giapponesi sono infatti bravissimi a far sembrare reale quello che in realtà non lo è, e molti giardini sono stati creati con particolari accostamenti di alberi, che con il momiji porteranno ad accostamenti di diversi colori.
Però non posso credere che per almeno due mesi all'anno qui in Giappone non si parli d'altro!!!
Il Tg trasmette ogni giorno le previsioni del momiji. Vengono indicati quindi i luoghi in cui andare a vedere il momiji più bello. Certo, le foglie non si colorano tutte insieme!!! Questa settimana al Kiyomizudera, la prossima al Kinkakuji, la prossima ancora..
Credo che sarà così anche ad aprile, con la fioritura dei ciliegi. Staremo a vedere...
Nel frattempo, si è dato via al 133esimo Festival per celebrare la fondazione della Doshisha, la mia Università.
Per ora non ho visto moltissimo. Ci siamo andati mercoledì sera, l'unico momento in cui non ha piovuto in realtà. Sembrava organizzato molto bene, con due palchi per concerti e la via principale del campus piena zeppa di bancarelle.
Le bancarelle invece sono gestite da studenti, che cucinano e RUMOROSAMENTE cercano di vendere il loro cibo.
Dico rumorosamente perché dall'entrata del campus fino primo palco avrò sentito almeno 1294368234099829349689532885896234593279 di volte "..いかがですか?" (ikaga desu ka) che starebbe a significare "cosa ne dici di mangiare questo?". E prima di queste paroline ci mettevano yakitori, tamagoyaki, yakisoba, nabe qualcosa, wurstel, insomma..un sacco di schifezze miste a roba davvero buona. Ma la cosa veramente snervante è che lo facevano con la tipica voce dei venditori giapponesi (soprattutto di sesso femminile devo dire..) che è un misto tra un acuto dei Cugini di Campagna e il suono più smielato che abbiate sentito.
Alla fine poi a qualche tentazione abbiamo ceduto e ci siamo mangiati un paio di yakisoba e un taiyaki, una sorta di crepe a forma di pesce con all'interno delle crema.
Abbiamo fatto la conoscenza di un maledetto milanista giapponese e la serata si è conclusa.
Valutazione positiva insomma..
Ah..c'era anche lui..
I'm Adolfo Pirelli, the King of Barbers, the Barber of Kings!


